Caso INPS – Bechis: “Sito INPS in tilt o attacco hacker? No, tutto calcolato”

Le ipotesi

In merito a quanto accaduto al sito dell’INPS la mattina del 1 aprile e di cui, in diversi articoli precedenti, ne abbiamo parlato anche noi, si è esposto anche il noto giornalista de Il TempoFranco Bechis.

Si è parlato di sito in tilt a causa delle troppe richieste pervenute per il bonus dei 600€, poi si è detto che, invece, il sito fosse stato addirittura soggetto ad un potenziale attacco hacker. In tutto ciò, nasce anche una terza ipotesi, del tutto diversa, sul caso del sito dell’INPS.

Secondo Bechis è tutto calcolato

La terza ipotesi è quella che scrive proprio Bechis nel suo editoriale su Il Tempo: “Il bonus da 600 euro per cui bisognava fare domanda è regolato dall’articolo 27, comma 2 del decreto legge di Conte. Che cosa dice quel testo? Che ‘l’indennità di cui al presente articolo è erogata dall’Inps, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 203,4 milioni di euro per l’anno 2020’. Quindi, Conte aveva stabilito che per negozianti e partite Iva c’erano al massimo 203,4 milioni di euro, non un centesimo di più, e arrivati a quella cifra, chi avesse fatto domanda, doveva restare fuori. Quanti avrebbero avuto diritto ai 600 euro con quella spesa massima? Semplice: 339mila, proprio la cifra dopo la quale il sito dell’Inps è andato in tilt. Una coincidenza? Possibile, ma certo il sospetto che l’Inps avesse messo una barriera proprio al raggiungimento di quelle richieste, perché tanto non ne avrebbe potuta accogliere una di più, non sembra campato così in aria”.

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