Taranto-Catania non sarà mai una partita qualunque

Taranto-Catania non sarà mai una partita qualunque

Storia di una sfida tra 2 grandi città del sud Italia, storia di una rivalità diventata accesissima in quella finale playoff del 2002, che portò il Catania in B e spezzò i sogni dei tifosi tarantini. il 9 giugno 2002 forse cambiò la storia calcistica di queste 2 città, il Catania dopo quella finale playoff vinta, ha iniziato un ciclo straordinario che gli consentì di stare per tanti anni in serie A, per il Taranto invece dopo quella finale persa, fu un susseguirsi di delusioni e campionati disputati tra serie C e serie D. Una sliding doors decisa il 9 giugno 2002, gara di ritorno giocata alla stadio Iacovone di Taranto.

La partita di andata in un Cibali stracolmo, terminò 1a0 per i padroni di casa, con la rete di Fini. Al ritorno il Taranto doveva assolutamente vincere, il clima era caldissimo, il tutto reso ancora più infuocato da uno striscione esposto dai tifosi del Taranto, con frasi offensive verso la patrona della città di Catania, Sant’Agata.

In campo da una parte e dell’altra c’erano calciatori di altissimo livello,basti pensare che il centravanti del Taranto era un certo Riganò, bomber che in seguito fece una carriera straordinaria. Il Catania del presidente Gaucci vantava tanti calciatori molto forti tra cui Eddy Baggio, fratello del campionissimo Roberto.

Davanti a circa 25mila spettatori, quella partita terminò 0a0, un risultato che consentì al Catania guidato in panchina da Ciccio Graziani, di tornare in B dopo tanti anni. Ma per descrivere meglio ciò che successe in quel famoso 9 giugno 2002 riportiamo alcuni aneddoti raccontati da due importanti protagonisti di quell’epica sfida: Gaucci jr per il Catania ed Ermanno Pieroni presidente di quel Taranto:

 Riccardo Gaucci, all’epoca 23enne presidente del Catania, ripercorre, attraverso calciocatania.com, quel pomeriggio del 9 giugno 2002. “Più che una partita di calcio sembrava una guerra – esordisce –: arrivammo a Taranto scortati da una ventina di mezzi tra volanti, camionette e blindati. Nei pressi dello stadio fummo “accolti” da una fitta sassaiola. Una volta scesi dal pullman, subimmo l’aggressione anche da parte dei dirigenti del Taranto (a dire la verità, anche il Taranto, nel match d’andata, fu “accolto” alla stessa maniera, ndr). Un clima intimidatorio per chiunque, ma non per noi. Quell’accoglienza non proprio benevola fu un punto a nostro favore perché ci caricò a mille. Al triplice fischio ero circondato da una quindicina di poliziotti che non mi fecero lasciare la panchina. Nel tragitto verso gli spogliatoi subii una nuova aggressione, ma la gioia per aver vinto quella battaglia fece passare tutto in secondo piano. Ricordo ogni cosa di quel giorno, come fosse ieri: l’aereo privato che ci riportò a Catania e le autorità cittadine ad attenderci, con il sindaco Umberto Scapagnini in testa. Fu il tripudio di una città intera, con quindicimila spettatori allo stadio alle tre e mezza del mattino. Tutto indimenticabile, tutto fuori da ogni immaginazione. 

L’ex presidente Ermanno Pieroni, deceduto nel 2021 all’età di 76 anni, parlò di poteri forti che avrebbero favorito il Catania, nell’ambiente tarantino misero seriamente in dubbio la regolarità della doppia sfida playoff e la lealtà dei calciatori. “Sono passato per quello che aveva venduto la Serie B a Gaucci, solo perché ero stato per 7 anni il Ds del Perugia”, scrisse sei anni fa su Facebook Pieroni, che aggiunse: “Mi preme ricordare la rete regolare per i più di Marziano all’andata che fu ingiustamente annullata dall’arbitro Brighi, la presenza di Ghirelli allora segretario generale FIGC, la direzione dell’arbitro Mazzoleni al ritorno, il Sindaco Bianco all’epoca ministro degli Interni, il potere romano di una certa Banca”.

Domani alle 16.15 ci sarà un’altra sfida tra Taranto e Catania, non ci sarà in palio la serie B,ma statene certi, dopo quell’infuocato 9 giugno 2002, Taranto – Catania non sarà mai una partita qualunque.

 

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