Sassuolo News, Consigli: “Percepiamo l’affetto dei tifosi”

Sassuolo, le parole di Consigli

Parla il portiere del Sassuolo Consigli. Ecco le parole, riprese da SassuoloNews:

“Migliori rigori parati? Ricordo quello contro Ronaldinho a Milano. San Siro era lo stadio dove avevo sempre sognato di giocare perché da piccolo andavo a vedere le partite proprio lì, è stato bellissimo. L’altro che ricordo con maggiore piacere, per il momento storico e per il momento della partita, è stato quello a Lucerna nei preliminari di Europa League sull’1-1: fu la prima storica qualificazione in Europa League del Sassuolo”.

Come mai quando para un rigore esulta alla McGregor?
“Dopo il calcio, gli sport da combattimento sono i miei preferiti. La prima volta che ho visto la UFC, ho apprezzato McGregor che non era ancora la star di adesso. Lui fa questo tipo di camminata e mi piace esultare così dopo aver parato un rigore, dato che non posso esultare dopo un gol fatto”.

Cosa apprezza di più dei tifosi del Sassuolo?
“Non ci sono i numeri delle altre piazze, ma da quando sono arrivato non siamo mai rimasti soli. I tifosi ci sono sempre stati, anche in Belgio, a Udine e Crotone, le trasferte scomode… Tutti tengono alla squadra e spero che nei prossimi anni anche le nuove generazioni si avvicinino a tifare Sassuolo. Non avremo ancora un gruppo numeroso, una tifoseria come quella delle grandi squadre, ma l’affetto lo percepiamo sempre”.

L’emozione più grande con il Sassuolo?
“Tutta la cavalcata che ci ha portato ai preliminari di Europa League è stata indimenticabile, mi ricordo la vittoria a Frosinone che ci stava garantendo il settimo posto. La partita a Belgrado contro la Stella Rossa, l’1-1 che ci ha permesso di entrare di diritto ai gironi di Europa League e la vittoria all’esordio con l’Athletic Club. Il rimpianto è quello di non aver superato il turno, anche per via di tanti infortuni, ma è stata una gioia indescrivibile”.

Sente ancora qualcuno a Bergamo? Cosa dicono della situazione Coronavirus?
“Sento ancora degli amici, la situazione è molto delicata, è molto difficile perché quasi ogni famiglia ha avuto a che fare con il virus, tra parenti e amici. Gli ospedali sono in difficoltà. Questo è un momento triste per tutti noi. Ci potrebbe insegnare che a volte diamo spazio a cose superflue, pensiamo ai soldi, al benessere, a tante cose… Questo momento però può essere una fortuna per stare in famiglia. Bisogna ringraziare i veri eroi, chi si allontana dalla propria famiglia, ovvero i medici, i farmacisti, chi lavora nei supermercati: stanno tenendo in piedi un Paese e li ringrazio col profondo del mio cuore, mi fanno sentire orgoglioso di essere italiano. 

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