Trading online, il business del momento: ma si guadagna o no? Scopriamolo

Trading online, il business del momento: ma si guadagna o no? Scopriamolo

Questo quanto riferisce wikipedia:

Il trading online (conosciuto anche con l’acronimo inglese TOL) è la compravendita di strumenti finanziari per mezzo di internet. Si tratta di una disciplina regolata in Italia solo nel 1999, quando il “Nuovo Regolamento CONSOB di attuazione del Testo Unico dei mercati finanziari” ne ha regolamentato gli aspetti.

Questo servizio consente l’acquisto e la vendita on-line di strumenti finanziari come azioni, obbligazioni, futures, titoli di stato, ecc. I vantaggi nell’uso di servizi di questo tipo on-line sono i minori costi di commissione richiesti all’investitore e la possibilità di quest’ultimo di potersi informare bene sull’andamento di un particolare titolo o della borsa in generale (la visualizzazione di grafici e informazioni utili sui titoli) per effettuare con maggiori dati le scelte d’investimento. Questo tipo di pratica comprende vari modi di operare da parte degli investitori.

Gli operatori presenti sui mercati finanziari possono essere divisi secondo diversi parametri.

Una prima e generica distinzione può essere effettuata fra i soggetti istituzionali, che solitamente dispongono di ingenti capitali (banche, fondi d’investimento, hedge fund, ecc.) con fondi di solito non propri, ed i soggetti retail, categoria che comprende trader privati che operano con capitali propri (contenuti o relativamente contenuti). Non è comunque possibile individuare una soglia di demarcazione oggettiva fra le due categorie.

A seconda del tipo di operatività si possono individuare:

trader discrezionali, che prendono decisioni operative senza l’ausilio di sistemi automatici, basandosi solamente sulle proprie capacità di analisi;
trader semi-discrezionali (o semi-automatici), che coadiuvano il processo di analisi con elementi automatici (rientra nella categoria Larry Williams);
quant trader (o quantitative trader o trader sistematico o trader automatico), le cui strategie si basano su analisi quantitative derivate da computazioni matematiche.
Una terza classificazione può infine dividere gli speculatori e gli investitori a seconda dell’orizzonte temporale delle proprie operazioni.

Scalper: le posizioni solitamente vengono aperte e chiuse in un lasso di tempo che può essere di pochi secondi o minuti;
Day trader: si differenziano dagli scalper sia per il minor numero di operazioni che per il tempo medio a mercato (per singolo trade) solitamente più ampio;
Multiday trader (o swing trader): trader con un orizzonte temporale superiore alle 24 ore;
Trader di posizione: le cui strategie contemplano un tempo a mercato per singola operazione tendenzialmente superiore ai 30 giorni.
Da evidenziare l’esistenza della negoziazione ad alta frequenza[1] che, tramite l’impiego di algoritmi, consente di immettere e modificare gli ordini a velocità elevatissima. Tale fenomeno è oggetto di esame da parte delle competenti autorità di controllo per i possibili effetti distorsivi nello svolgimento delle negoziazioni. Alla negoziazione ad alta frequenza si associano i cosiddetti flash orders, sistemi in grado di battere sistematicamente sul tempo gli operatori tradizionali nonché altre strategie, tra cui quelle denominate Pinging/Smoking/Layering/Spoofing, che simulano situazioni di mercato al solo scopo di indurre gli operatori tradizionali ad effettuare operazioni sbagliate come reazione a stimoli non reali.

In Italia esistono moltissime società atte a svolgere questo tipo di attività, offrendo vere e proprie piattaforme. Trattandosi pur sempre di speculazione, prima di affidarsi ad una di queste è regola ricordarsi che si ha a che fare con un servizio ad alto livello di rischio, (vedi Valutazione del rischio). Le società che forniscono tale servizio sono regolamentate dalla CONSOB, conviene affidarsi a loro per non incorrere in problemi di pagamento o truffe.

Per lo sviluppo delle tecnologie e l’assenza di limiti del numero di operazioni giornaliero da parte del singolo investitore, si tratta di un’attività che può sviluppare inconsapevolmente dipendenza in quanto facilmente porta soggetti privati ad aumentare sia il tempo dedicato che il numero delle negoziazioni con la suggestione e l’illusione di dedicarsi ad un’attività lavorativa che, al contrario, è spesso fonte di perdite anche elevate. In questi ambiti il trader professionista applica attività tecniche di protezione del capitale come la simulazione finanziaria utilizzata a livello matematico per minimizzare il rischio che gli strumenti finanziari posso inglobare.

In funzione di questo fenomeno l’ESMA ha limitato nel 2018 la leva finanziaria applicabile ai conti di trading online.

Un altro principale problema del trading online è dettato dal fenomeno, in crescita esponenziale dal 2020, comunemente denominato “falso trading online” che vede come carnefici falsi broker di trading online, che effettuano telefonate – cold call – alle ignare vittime.

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