Torino News, Cairo: “Il campionato andava fermato prima”

Torino, le parole del presidente Cairo

Parla il presidente del Torino Cairo. Ecco le parole, rilasciate a LA7:

“Non bisogna avere paura della crisi, la supereremo – scrive Urbano Cairo nel suo post diffuso attraverso i social – ma per superarla e crescere dobbiamo essere molto disciplinati e rispettare le regole. È l’unico modo!”.

Misure più drastiche: “Le misure prese dal Governo ieri sono più efficaci di quelle precedenti. Ma, siccome si rischia una crescita davvero esponenziale del numero di contagi, avevo detto nei giorni scorsi che la cosa da fare è avere un metodo molto drastico, che ho chiamato cinese, perché in Cina lo hanno sperimentato con un certo successo . Ma io vorrei che diventasse un metodo italiano. Oggi inasprire ulteriormente le misure è un’ipotesi da considerare: la cosa che non bisogna fare è temere di essere troppo rigorosi, perché oggi è fondamentale debellare questo virus. Ed essere molto molto veloci”.

Chiusura torale per 15 giorni: “Penso che il Governo dovrebbe arrivarci. Secondo me oggi non fare quello che va fatto in maniera molto rigorosa e decisa rischia di prolungare un’agonia che può diventare più pesante. Non bisogna aver paura di prendere decisioni drastiche, perché il Paese potrebbe arrivare a una situazione insostenibile con un disastro assoluto per il sistema sanitario nazionale.

Ecco perché dico che è meglio fermarsi subito per ripartire poi il più velocemente possibile”. In questo momento ci vuole qualcuno che abbia un’idea chiara e che la persegua in maniera forte. Ci vorranno sicuramente dei tecnici per consigliare il premier Conte e qualcuno che si prenda la responsabilità di prendere decisioni gravi e veloci, e che vada avanti con decisione assoluta”.

Sospendere il campionato: “La sospensione del campionato è una misura giusta, andava presa. Forse anche prima. Ora tutto si evolverà in base al contenimento del numero dei contagi: se il numero dei contagi comincerà a scendere, il campionato potrà anche riprendere. Ma questa è solo una minima parte di una problematica molto più ampia”.

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