Spending Review – Il Governo non pensa di fare tagli fino al 2023

Spending Review – Il Governo non pensa di fare tagli fino al 2023

Il coronavirus ha portato a un’importante novità, oltre a quelle più tristemente note, anche nella spesa pubblica dell’Italia.

Dopo anni in cui tutti i Governi di qualsiasi colore politico la citavano come la maggior fonte da cui poter ricavare i soldi per una spesa più efficiente ed equa, sparisce la celebre spending review.

A metterlo nero su bianco è stato il Ministero dell’Economia e Finanza nel suo Documento programmatico di bilancio 2021, in cui sono definite le politiche economiche da presentare al vaglio della Commissione Europea. Un report ancora più importante in questo periodo di crisi pandemica. Si può osservare uno stop ai tagli di spesa del Governo fino al 2023. La voce riguardante la “Revisione e rimodulazione della spesa” segna lo zero per il 2021 e il 2022, sia per le amministrazioni centrali che locali.

Al termine dei due anni, invece, si cercherà di tornare a recuperare qualcosa dai temuti tagli, con la commissione guidata da Laura Castelli che cercherà di rimettere a bilancio 1 miliardo di euro tra Governo e enti locali.

Un obiettivo finanziario certamente lontano da quello ipotizzato dall’ex ministro dell’Economia Padoa-Schioppa nel 2007 e portato avanti da tutti gli esecutivi che si sono succeduti negli anni, i quali hanno nominato appositi commissari in materia. Dopo un approccio molto rigorista che ha caratterizzato tutto il decennio scorso, si è quindi passati ad un modello più permissivo ed espansivo, da parte non solo di Roma ma anche di Bruxelles.

Al momento la visione adottata sembra direzionarsi sul principio secondo il quale più soldi circolano, più sarà possibile anche per lo Stato guadagnare grazie alle tasse.

Infatti, leggendo ancora il documento ci si può rendere conto che, anche quando la spendig review verrà riattivata, non servirà a rimettere in ordine i conti pubblici, ma a coprire altre voci di spesa.

In realtà, si tratta di un approccio utilizzato da tutti gli ultimi presidenti del Consiglio, i quali hanno spesso utilizzato le risorse risparmiate per la copertura di altre misure.

Resta da capire se la direzione intrapresa da Conte e Gualtieri sarà avallata anche da von der Leyen e Gentiloni, i quali hanno ricevuto nei giorni scorsi i documenti programmatici da tutti i Paesi membri e ora dovranno decidere se approvarli o mandare alcune lettere di richiamo per imporre qualche modifica.

Seguici su Google News.

Cosa ne pensi?