Serie A – Juventus – Arrestati 12 capi ultras

Nella giornata odierna, nell’ambito dell’inchiesta chiamata “Last banner” è avvenuto l’arresto di 12 capi ultras della Juventus.

“Dino Mocciola,  leader dei Drughi, Salvatore Cava, Domenico Scarano, Umberto Toia, leader di Tradizione, Luca Pavarino, Sergio Genre. Per altri 4,  Fabio Trincchero, Giuseppe Franzo, Christian Fasoli, Roberto Drago sono stati disposti gli arresti domiciliari domiciliari. Obbligo di dimora invece per Massimo Toia e Massimo Corrado Vitale”.

Secondo il procuratore aggiunto di Torino, Patrizia Caputo, la curva ha creato un associazione a delinquere:

“Abbiamo trovato le prove che molte cose erano ottenute con la violenza, altrimenti la ritorsione contro la società erano i cori razzisti, con conseguente squalifica del campo e multe salate. 

E’ stata importante la collaborazione della società che ha avuto il coraggio di denunciare. Ma la parte lesa sono anche i tifosi, vittime di intimidazioni, costretti a non andare più allo stadio perché non riescono più a sopportare le angherie, il clima, gli slogan razzisti”.

Una denuncia della Juventus, ha portato all’inizio di queste indagini. I tifosi della Juventus hanno cercato di ristabilire il loro status privilegiato. L’indagine non tende a essere legata a quella che riguarda le infiltrazioni mafiose nella curva Juventina. Come riporta oggi il quotidiano La Repubblica online:

“Gli uomini della Digos, guidati dal dirigente Carlo Ambra, hanno seguito i capi ultrà per mesi captando i continui tentativi di estorsione cui leader dei principali gruppi della tifoseria organizzata più estrema sottoponevano la Juve.

Parliamo di una situazione grave perchè danneggia tutti i tifosi oltre che la società.

“L’inchiesta ha scoperchiato anche la rete di biglietterie compiacenti in giro per l’Italia che consentiva ai Drughi di recuperare in modo illecito centinaia di biglietti da rivendere poi a prezzi maggiorati. Gli investigatori hanno filmato decine di distribuzioni illecite di biglietti e individuato almeno otto ricevitorie compiacenti tra Torino, Alessandria e Roma”.

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