Inter – Eriksen e quel maledetto 12 giugno. Oggi a Milano incontra Marotta

Eriksen: quel terribile 12 giugno

A seguito del brutto arresto cardiaco subito durante la sfida degli Europei tra Danimarca e Finlandia dello scorso 12 giugno, il centrocampista dell’Inter, Christian Eriksen, è stato costretto ad uno stop.

Un tocco di palla, Christian si accascia a terra. Inerme. Il capitano della Danimarca, Simon Kjaer, corre a vedere quanto accaduto al compagno. Fondamentale, a quel punto, la prontezza del giocatore del Milan che apre la bocca ad Eriksen per evitare il soffocamento e richiama lo staff medico.

Attimi di panico e di paura. In un baleno tutti i giocatori circondano Christian, steso sul prato, che non da più segni di vita. Le lacrime, la paura e gli abbracci, in campo e fuori, tra gli spettatori presenti allo stadio e i tifosi a casa in ogni parte del mondo, soprattutto quelli nerazzurri. Attimi di terrore interminabili, con il fiato sospeso.

Tra il dolore dei compagni di Nazionale, che hanno circondato Eriksen per nascondere a televisioni e spettatori quelle orribili scene, il pronto intervento dello staff medico, corso in campo per rianimare il ragazzo, il panico e l’apprensione generali, la compagna di Christian che tra lacrime e spavento si fionda in campo e trova le braccia del capitano a prometterle che andrà tutto bene, le tv ed i giornali che raccontano in live quanto accade in quello stadio, la rianimazione dura tanto, troppo tempo, ma all’improvviso una speranza.

Christian sbatte le palpebre. Fa un cenno con la mano come a dire “sono ancora qua”. Christian è vivo.

Il giocatore, a lungo rianimato sul campo di gioco nel bel mezzo della partita, viene portato con urgenza all’ospedale più vicino, fortunatamente a poche centinaia di metri dallo stadio in cui si disputava il match.

Ognuno di noi, in quegli attimi, ha temuto il peggio. E non importa per quale squadra si faccia il tifo, che sia una nazionale o una squadra di club. Dietro al giocatore c’è sempre prima l’uomo, e tutto ciò non ha colori.

Passano alcune ore e dall’ospedale fanno sapere, finalmente, che Christian Eriksen sta meglio ed è fuori pericolo. Possiamo tirare un grosso sospiro di sollievo.

 

La situazione attuale

Christian Eriksen subisce un delicato intervento nella quale gli viene impiantato un defibrillatore cardiaco e, per ora, per sperare in un suo ritorno in campo, bisognerà valutare se si fosse trattato di una “semplice” miocardite oppure qualcosa di più grave.

Qual è la differenza? Una normale miocardite comporterebbe automaticamente la rimozione del defibrillatore cardiaco e ciò significherebbe che, a sua discrezione, il danese potrebbe tornare a giocare.

Nel caso in cui si fosse trattato di qualcosa di più serio, invece, Eriksen non potrebbe più rimettere gli scarpini ai piedi, o almeno non in Italia, dove i protocolli sono di gran lunga più rigidi rispetto, ad esempio, all’Inghilterra, dove potrebbe giocare, invece, anche nell’eventualità di non poter rimuovere il defibrillatore.

 

Eriksen torna a Milano e fa visita alla sede dell’Inter

Nella mattinata di oggi, Christian Eriksen atterra a Milano per incontrare il dirigente sportivo dell’InterBeppe Marotta.

Sicuramente i due avranno cercato di fare il punto sulla situazione, parlando anche del futuro. Quel che sappiamo è che al momento le condizioni cliniche del giocatore non sono ancora chiare, anche se l’Inter si augura di averlo presto di nuovo nel suo team.

Ben presto Christian comincerà anche l’iter medico per capire quali sono le sue condizioni attuali e se ci sarà possibile di tornare a giocare con la maglia dell’Inter.

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