INPS – Problemi con la Cassa Integrazione, ecco che sta succedendo

INPS – Problemi con la Cassa Integrazione, ecco che sta succedendo

Una differenza tra i numeri della cassa integrazione, quella delle prestazioni e beneficiari già pagati diffusi dall’Istituto e il documento reso noto dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri qualche giorno fa che va a contraddire quanto per giorni dichiarato da INPS e dalla stessa ministra del Lavoro Nunzia Catalfo: il 96% delle liquidazioni già avvenute e solo 123.542 beneficiari potenziali ancora da pagare.

Molti lavoratori sono ancora in attesa infatti, ma i numeri sono davvero quelli indicati da INPS di Tridico e Catalfo?

Il documento interno INPS farebbe luce su un’altra realtà in merito alla cassa integrazione, ovvero oltre un milione di beneficiari ancora da pagare, ma è bene approfondire e analizzare la questione per capire dove sta la verità e se Tridico, o meglio l’Istituto che rappresenta, ha davvero mentito.

Ricordiamo intanto, che mentre moltissimi sono ancora in attesa di vedersi pagata la cassa integrazione, già è possibile fare domanda per la proroga con i nuovi termini stabiliti dall’ultimo decreto del 16 giugno.

Il documento, come abbiamo anticipato, è stato diffuso dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri e sta facendo discutere molto. Per Catalfo e INPS di Tridico sono il 96% i trattamenti di cassa integrazione liquidati e solo 123.542 le persone ancora da pagare.

Per il documento interno INPS sono 1 milione e 200mila invece i trattamenti ancora sospesi e che attendono una risoluzione. In questo milione e più di persone ancora in attesa di cassa integrazione però, il documento INPS considera anche tutti coloro che ne avevano fatto richiesta con la differenza tra quelli che poi l’hanno ottenuta, senza contare che molte domande presentate potrebbero essere anche state rifiutate e molti potrebbero anche non aver confermato la richiesta di cassa integrazione.

Abbiamo detto che il documento considera tutti le richieste di cassa integrazione, anche quelle rifiutate e non confermate. Se però, come fa notare il Corriere della Sera, alle domande di cassa integrazione nel numero presente nel documento (1 milione e 200mila), si sottraggono quelle rifiutate o non confermate, è difficile arrivare comunque alla cifra di 123mila beneficiari ancora da pagare indicata dall’INPS di Tridico.

Concludiamo dicendo che gli ultimi dati resi noti confermano che le ore di cassa integrazione autorizzate per l’emergenza COVID-19, sempre secondo INPS, sono a maggio 849,2 milioni che rispecchia quanto accaduto ad aprile, infatti i dati si riferiscono alle prime 9 settimane del decreto Cura Italia.

Ad aprile le ore erano 832,4 milioni, con un piccolo incremento nel mese appena trascorso quindi. Tra aprile e maggio, comunica INPS, sono state superate le 1,68 miliardi di ore.

Intanto ricordiamo che è possibile fare domanda di cassa integrazione anche per la proroga e per avere l’anticipo diretto da INPS del 40% entro il 3 luglio.

Il nuovo termine per cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e in deroga è il 17 luglio per periodi precedenti al 18 giugno 2020.

Per le domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa nell’arco temporale che va dal 23 febbraio al 30 aprile 2020 il termine ultimo è il 15 luglio.

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