Hesgoal Atalanta Real Madrid DIRETTA LIVE – streaming, segui la partita

Hesgoal Atalanta Real Madrid DIRETTA LIVE – streaming gratis, segui la partita

Si gioca nella giornata odierna la sfida tra le squadre di Atalanta e Real Madrid, che è valevole per la competizione chiamata Champions League. Vanno a caccia di vittoria i bergamaschi, al fine di iniziare ad incamerare punti che possono essere utili nel prossimo futuro. I blancos invece vogliono continuare la loro stagione, per poter puntare ad obiettivi di alta classifica. Sarà una sfida molto interessante, con il pronostico che però vede l’Atalanta in parte favorita al fine di portare i tre punti a casa.

Atalanta Real Madrid dove vederla

Il match Atalanta Real Madrid sarà trasmesso in diretta TV su Sky, nel canale dedicato. Sarà possibile vedere la partita su smart Tv, PC, smartphone, tablet e console videogiochi. E’ necessario essere dotati di una connessione internet.

Ricordiamo che non è possibile seguire la partita su siti come Hesgoal, Vipleague e Tarjeta Roja. Queste piattaforme non trasmetteranno in Italia, in quanto oscurate dalle autorità giudiziarie a causa del non possesso dei diritti di trasmissione televisiva che regolano le gare ufficiali.
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Le probabili formazioni

ATALANTA (3-4-2-1): Sportiello; Toloi, Caldara, Sutalo; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Malinovskyi, Pessina, D. Zapata.

Real Madrid (4-3-3): Courtois; Carvajal, Ramos, Varane, Mendy; Modrić, Casemiro, Kroos; Asensio, Benzema, Vinícius Júnior.
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Si lavora in ottica calciomercato in casa della squadra dell’Atalanta, al fine di rafforzare la rosa in vista della prossima stagione calcistica. Un giocatore che quasi sicuramente verrà confermato è l’attaccante Duvan Zapata, frenato all’inizio dell’anno da un infortunio. Il ragazzo sta man mano riprendendo la forma migliore, mettendo in difficoltà nelle scelte il tecnico Gasperini. Una sua conferma sembra essere scontata, visto che il giocatore è stato anche da poco riscattato.

Parla l’attaccante Duvan Zapata

Parla l’attaccante della formazione dell’Atalanta Duvan Zapata, il quale prova ad analizzare la situazione che sta vivendo tutto il calcio italiano. Il giocatore immagina già il rientro in campo, anche se, per ora, preferisce non fare previsioni. Ecco le sue parole, rilasciate nel corso di un’intervista a Sky Sport:

“Sono preoccupato per la situazione, ancora muoiono persone. La nostra generazione non ha mai avuto un’esperienza così. Non sappiamo come affrontarla, non possiamo far altro che restare a casa. Il calcio va messo da parte, la priorità è la salute di tutte le persone”.

Sulla condizione fisica: “Non è facile mantenerla, ma i lavori che sto facendo a casa mi stanno aiutando per non essere in difficoltà quando torneremo ad allenarci”.

Sul ritorno in campo: “Lo immagino da tanto tempo, sono sempre stato positivo che questo passerà. Dobbiamo avere pazienza e torneremo alla vita normale. Il campionato deve riprendere quando sarà sicuro giocare e quando le persone potranno stare insieme. Non so quanto tempo ci vorrà”.

Sulla Champions: “Ora siamo ai quarti di finale, una cosa non facile ma ce la siamo guadagnata con merito. Pensiamo di arrivare ancora più in alto, siamo positivi per giocarcela e toglierci delle soddisfazioni”.

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Parla il tecnico della formazione dell’Atalanta Gasperini, il quale prova ad analizzare il momento che vive il calcio italiano. Ecco le parole, rilasciate al Guardian:

Come ha fatto a trasformare l’Atalanta in una delle squadre più divertenti al mondo?
“Per darvi un’idea utilizzerò un proverbio cinese del 500 a.c.: “La difesa ti rende invincibile, ma se vuoi vincere, devi attaccare”. Questo riassume lo spirito e la mentalità che voglio che abbia la mia squadra. Ma che anche qualcos’altro di importante: l’identità che crei in una squadra deve essere sempre rafforzata. Devi crescere e migliorare, giorno dopo giorno, perché se non migliora, hai finito. Chi si ferma, è perduto”.

Gomez, Ilicic, De Roon, Gosens e tanti altri hanno raggiunto il miglior momento di forma delle rispettive carriere. Come ci è riuscito?
“C’è un segreto: quando raggiungi la maturità necessaria per capire che il duro lavoro porta a risultati, non senti più la stanchezza. Non perdiamo di vista il fatto che i calciatori non si allenano duramente come tanti atleti di quasi tutte le altre discipline, dove gli allenamenti sono più duri e intensi. I miei giocatori devono ricordarsi questo e dare sempre di più. Non abbiamo mai avuto i mezzi per grandi investimenti, quindi abbiamo dovuto trovare giovani giocatori in giro per l’Europa che avessero la stessa filosofia. Capaci di adattarsi al nostro stile di gioco, di prendere la mentalità offensiva della squadra e che fossero disponibili a lavorare sodo. Chi ci crede è uno di noi, quelli che hanno paura, se ne vanno”.

Gomez una volta ha detto che con lei la partita è come un giorno libero, cosa ne pensa?
“Stiamo parlando di un giocatore straordinario, che prima di oggi non ha mai raggiunto il massimo dal proprio potenziale perché non si allenava bene. Quando ha iniziato ad allenarsi meglio, ha alzato il suo livello ed è diventato uno dei più forti d’Europa. Ha perso tempo perché è l’allenamento che ti rende un campione: lui ha sempre avuto tutto per diventarlo”.

E Ilicic?
“Lo chiamavamo “la nonna” perché era sempre gentile con tutti. Abbiamo dovuto convincerlo ad aumentare gli sforzi in allenamento. Gli mancava quello scatto mentale necessario che poi ha fatto trasformandolo da “nonna” in “professore”. Si è reso conto che ogni sessione di allenamento può essere divertente e da quel momento è rinato. 5 gol in Champions in questa stagione sono un record straordinario”.

La scelta di lavorare con i giovani l’ha premiata.
“Fin da subito ho voluto lavorare con i giovani. Bergamo viene considerata una città molto produttiva, dove il lavoro è fondamentale. Volevo un progetto composto da giovani che preferibilmente fossero cresciuti nel vivaio. Per troppo tempo la spina dorsale della squadra era stata vecchia, quindi ho cercato di evitare la retrocessione con un metodo diverso: avere piena fiducia nei giovani facendoli crescere dando la priorità alla qualità”.

Giocare con tre difensori era visto come difensivista e qualcuno l’ha anche accusata di esserlo all’inizio, poi cosa è successo?
“Sono orgoglioso di questa scelta. Molti anni fa provai a consigliarlo quando ero allenatore delle giovanili della Juventus e mi dissero che ero troppo difensivo. Ho dimostrato il contrario: i tre difensori partecipano alla corsa, sono pronti per essere coinvolti. La formazione non ha importanza, è importante con quanti giocatori attacchi o difendi. Se dovessi riassumere la mia idea della difesa, direi che non aspetterei mai un errore altrui per conquistare palla, penso che uno debba trovare il modo per attaccare l’avversario e portargli via la palla”.

Quando riprenderete a giocare, cosa dirà alla squadra?
“Metterò l’aspetto emotivo a destra, davanti e al centro. Questi giocatori hanno tutti un legame fortissimo con la città e con i tifosi. Parlerò di emozione e sentimento: Bergamo ha sofferto molto, è il momento di farla sorridere di nuovo”.

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