Gaia, la steward tifosa: “Vi racconto la mia enorme passione per il Catania”

Vogliamo raccontare una storia fatta di passione e attaccamento alla maglia. Ma questa volta il protagonista principale non è un calciatore ma una giovane ragazza siciliana, Gaia, che da circa quattro anni fa la steward allo stadio Angelo Massimino di Catania. Visibilmente emozionata, ci ha concesso un’intervista, dove ci racconta quello che è il sentimento nato in lei sin da quando era solo una bambina.



Quando è nata la tua passione per il Catania?
“Avevo appena quattro anni quando andai per la prima volta allo stadio. Una domenica, come spesso accadeva, mi trovavo a casa di mia nonna, che all’epoca abitava nei pressi dello stadio, insieme alla famiglia e ai parenti. Mio padre mi chiese se avevo piacere ad andare a vedere la partita con lui e i miei cugini maschi, non ho esitato un attimo nel dirgli di sì. Ricordo il boato dei tifosi e gli spalti pieni di gente. È stata un’emozione incredibile per me”.

Come è cresciuta e si è sviluppata negli anni?
“A 13 anni un giorno, insieme ad una mia compagna, non entrai a scuola e andammo a vedere gli allenamenti del Catania. In quegli anni si svolgevano nel centro sportivo di Massannunziata proprio di fronte al mio istituto. Aspettai l’uscita dei giocatori ed in particolare di Paolucci, all’epoca attaccante del Catania, con cui mi feci una foto che ancora conservo, e dal quel momento difficilmente non andavo a seguire gli allenamenti. Negli anni successivi seguivo spesso la squadra allo stadio sino ad arrivare a 24 anni. Infatti, quattro anni fa, ho iniziato a lavorare come steward al Massimino, riuscendo così a realizzare il mio desiderio di convogliare la passione per il Catania con il lavoro. E mi auguro un giorno di potere restare e proseguire sempre all’interno di questo mondo”.

Cosa si prova ad essere passati da uno stadio con il pubblico ad uno vuoto, visto il periodo particolare che stiamo attraversando?
“Le emozioni che si provano al Massimino grazie ai tifosi sono indescrivibili. Sono un simbolo della nostra città: calore, unione e appartenza. Adesso, vedere gli spalti vuoti mette molta malinconia e nostalgia dei momenti che ho vissuto in particolare quando prestavo servizio in Curva Nord. Spero che presto si possa tornare alla normalità e a risentire le urla dei tifosi dopo una nostra rete”.

Quale calciatore per te ha rappresentato maggiormente, negli ultimi anni la maglia del Catania?
“Senza togliere nulla agli altri, per me il calciatore che in questi anni ha rappresentato e onorato in tutto la maglia del Catania è stato Marco Biagianti. Capitano dentro e fuori dal campo, c’era nei momenti più belli e c’è stato in quelli meno entusiasmanti. Ma non per questo ha smesso di portare con enorme attaccamento la casacca rossazzurra”.

Che sensazioni hai per questa stagione, riuscirà il Catania a dire la sua nel corso dei play off?
“Sono un po’ scaramantica e preferirei non esprimermi. Ma se dovessi dare un parere non da tifosa, il Catania ha una squadra attrezzata per giocarsela contro chiunque e questo mi fa sperare nella possibilità di riuscire almeno a provarci ad arrivare sino in fondo. Ritornare in Serie B sarebbe un grande traguardo che meritano sia la città che tutti gli appassionati rossazzurri”.

Ti senti di volere ringraziare qualcuno?
“Ci tengo a ringraziare il mio datore di lavoro che mi concede l’opportunità di potere conciliare quella che è la mia passione con il lavoro da steward. Ringrazio anche i miei colleghi e colleghe che con me condividono la stessa passione per quello che facciamo”.

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