Coronavirus, Pochesci: “Ripresa campionati? Come credere alla befana”

Coronavirus, Pochesci: “Ripresa campionati? Come credere alla befana”

Intervistato ai microfoni di Resto del Calcio, l’allenatore attualmente svincolato Sandro Pochesci si è espresso sulla situazione dettata dall’emergenza Coronavirus, dicendo la sua sulla possibile ripresa dei campionati.

La vivo come tutti gli italiani, nessuno chiaramente poteva aspettarsi una cosa del genere, sembra uno scenario da film, dentro casa cerco di tenere la mente occupata provando a restare aggiornato sulla situazione. Fortunatamente oggi abbiamo i cellulari e i social, che fanno in modo d’essere più vicini alle persone, anche se il problema resta un altro. Quale? Credo che la cosa più snervante sia la mancanza di risposte concrete da parte del Governo, non è possibile che ancora oggi manchino aiuti immediati per tutte quelle persone che hanno bisogno delle cose essenziali. C’è tanta povera gente che non ha neppure i soldi per fare la spesa, credo che sia più importante in primis aiutare loro”.

“C’è gente che guadagna miliardi su miliardi, ne vogliono ancora?! Credo che in questo momento bisogna andare oltre certe cose, riscoprire determinati valori, e guai a pensare ad una programmazione nel mondo del calcio. Perchè? Semplice, se non riusciamo a tornare alla normalità non hanno senso certi discorsi, la situazione che oggi viviamo in Italia poco a poco la stanno vivendo anche tutti gli altri paesi d’Europa. Questo virus è stato sottovalutato all’inizio, nessuno in questo momento riesce a spiegarci in maniera chiara cosa sta succedendo, e sento gente nel mondo del calcio che parla di campionati e calendari. Vorrei ricordare che in campo vanno 22 esseri umani, intorno ad ogni squadra poi ci sono tante figure importanti, più umili, non è possibile pensare che nel calcio ci siano soltanto i ronaldo, i messi, parliamo di un sistema molto più grande e variegato. A mio avviso non sarebbe la fine si ripartisse da zero, pensiamo a risolvere l’emergenza sanitaria poi parleremo anche di calcio“.

Voi veramente pensate che la gente, finita la crisi sanitaria, poi tornerà subito allo stadio? Quando arriveranno le bollette da pagare, e si dovrà ripartire col mondo del lavoro, servirà tempo, chi fa certe affermazioni non si rende davvero conto della realtà. Uno Stato serio, che fa l’interesse del popolo, anzichè rinviare i pagamenti li blocca e invia buoni spesa per le persone che non hanno i soldi neppure per mangiare. Credo che i politici sappiano chi davvero ha bisogno, sono le stesse persone alle quali in tempo d’elezioni vanno a chiedere il voto. Io sono stato un privilegiato, ho fatto un lavoro che mi piaceva, ma adesso basta parlare di calcio e parliamo dei veri eroi che ci stanno salvando la vita. Dobbiamo dimenticarci che tutto è dovuto, momenti del genere lo mostrano chiaramente”.

Ma ancora crediamo alla befana? Oggi i cittadini stanno raschiando il fondo del barile per andare avanti, il calcio e la politica probabilmente non si rendono ancora bene conto della situazione. Chi ha i soldi non deve parlare ma fare qualcosa di concreto per gli altri, inoltre credo che nelle varie Leghe non serva una legge per i tagli agli stipendi, deve arrivare dai diretti interessati la volontà e anche i politici devono fare altrettanto. Stiamo parlando di persone che hanno ricevuto tanto nella vita, è ora che inizino a dare. Vi pongo un quesito, sentendo tanti discorsi sulle perdite del mondo del calcio, per voi quanto vale una vita? Che prezzo attribuite ad ogni singolo individuo? Sentir parlare di Scudetto da assegnare mi fa rabbrividire, sull’album delle figurine nel 2020 mi aspetto una casella bianca col simbolo C-19 (Covid-19 ndr), o magari simbolicamente darlo alla città di Bergamo che sta lottando orgogliosamente. Ad oggi la realtà è questa, ha vinto il virus, che ci ha battuti tutti sia dal punto di vista sanitaria che economico. Usciamo prima da questa crisi e poi potremo fare tutti gli altri discorsi, tra cui anche quelli sul calcio”.

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