Consumi – In Italia si fa un po’ di fatica, ecco come va la situazione

Consumi – In Italia si fa un po’ di fatica, ecco come va la situazione

I consumi in Italia restano bloccati dalla crisi da pandemia.

Un segnale davvero poco incoraggiante per Confcommercio, che presentando i suoi dati di ottobre, ha lanciato un nuovo allarme.

Senza un rilancio della domanda da parte dei consumatori la ripresa economica sperata non ci sarà nei tempi e nei modi tanto attesi. Secondo l’associazione di categoria, l’Italia è ancora in una situazione di emergenza sul fronte consumi, nonostante il rimbalzo del PIL del terzo trimestre.

I servizi in primis stanno soffrendo le misure restrittive più di ogni alto settore, spingendo sempre più in basso la domanda dei consumatori. Tutti i dati e le previsioni di Confcommercio. L’indicatore dei consumi di Confcommercio ha lasciato osservare una situazione allarmante sul fronte consumi (i dati sono comunque rilasciati in forma grezza).

Il mese di ottobre, infatti, ha mostrato una contrazione importante della domanda specialmente nel settore servizi, che non a caso resta in assoluto il più colpito da questa crisi anomala.

Proprio le banche centrali hanno messo in evidenza quanto la recessione in corso scatenata dal coronavirus abbia una caratteristica diversa da tutte le altre: colpisce in modo grave i servizi, meno resilienti e repentini proprio nella ripresa della domanda e dell’occupazione.

Confcommercio ha offerto questo quadro sintetico:

“L’indicatore dei consumi registra, nel confronto annuo, un calo dell’8,1%, sintesi di una sostanziale stabilità della domanda per i beni (+0,2%) e di un calo del 27,7% per i servizi.”

Nello specifico, questi i settori più colpiti dal calo drastico dei consumi (rispetto al 2019):

  • servizi ricreativi: -73,2%;
  • alberghi: -60%;
  • bar e ristoranti: -38,0%

Turismo, tempo libero e trasporti i comparti maggiormente coinvolti dalla crisi e, soprattutto, dalle restrizioni in vigore da ottobre: il calo dei consumi in questi settori sta raggiungendo i livelli di marzo.

Debole anche la domanda di abbigliamento e calzature (-1,7%, a settembre era a -1,3% su base annua) e flessione in settori di beni durevoli come quello delle automobili. Qui i consumi di ottobre sono stati all’11,4% in confronto con il 24,8% di settembre.

La seconda ondata, quindi, sta avendo effetti dirompenti. Il balzo del terzo trimestre rischia di essere già un ricordo e i consumi in ritirata sono un segnale che preoccupa da sempre analisti, politici, imprenditori.

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