Milan, Mirabelli: “Con questa società Ronaldo sarebbe venuto da noi. Ibrahimovic non serve. Bonucci un errore la fascia”

Sulla situazione del Milan ha parlato l’ex ds Mirabelli, affrontando come riporta tmw diversi argomenti:

Su Ibrahimovic: “Scaldare il cuore dei tifosi con un grande campione che ha vestito la maglia rossonera è sbagliato. Ce lo offrirono anche a noi e dicemmo di no perché il Milan ha la necessità di acquistare giocatori per un nuovo ciclo e Ibrahimovic nonostante sia un campione a livello anagrafico non rientra in quest’ottica”.

Sulla fascia a Bonucci: “Si è trattato di un errore non perché lui sia un cattivo ragazzo, ma perché c’erano altri con maggiore storia rossonera che la meritavano. Higuain? Noi volevamo una contropartita importante nello scambio con Caldara, poi non so come sia evoluta la situazione”.

Su Ausilio: “Professionalmente la nostra storia è finita, non ha gradito il mio passaggio al Milan. Poi a livello personale ci sentiamo e vediamo”.

Su Gattuso: “Sono stato orgoglioso di aver fatto questa scelta per la professionalità, la serietà e l’amore che lui e il suo staff mettono in questo lavoro. La società cinese non era d’accordo perché pensava che da fuori sarebbe sembrato un ridimensionamento, ma gli spiegai che per me l’allenatore del futuro è Rino. Anche lui paga il fatto di aver fatto gavetta in Grecia, in Serie C e B e per me questo è positivo. Molti vogliono iniziare dall’università, mentre lui ha iniziato dal basso per poi arrivarci”.

Sulla Roma: “Ovviamente ci andrei, non rifiuterei una loro proposta. Ma non so se Monchi andrà via o meno”.

Sul fratello di Donnarumma: “Il suo milione? Qualcosa bisogna cedere, andava tutto bene. Reina? Quando l’abbiamo preso eravamo sotto assedio, quasi sotto ricatto per il rinnovo di Gigio e abbiamo voluto tutelare il club con l’acquisto dello spagnolo”.

Su Fabregas: “L’avevamo trattato anche noi, non so se lo prenderanno, ma è un grande giocatore”.

Su Paquetà: “Si tratta di un giocatore di un buon talento, ma non fare un grande investimento per lui”.

Su Conti: “Ragazzo straordinario e grande calciatore anche se è stato sfortunato. In quel ruolo sia Calabria sia Abate stanno facendo bene, ma Conti è unico e interpreta il ruolo in un altro modo. Biraghi? In Italia c’è carenza nel ruolo di terzino sinistro e lui ha ottime qualità. Potrà avere un futuro importante”.

Su Calhanoglou e Rodriguez: “Il secondo non ti prende l’occhio, ma è perfetto per il gioco di Gattuso. Non è bello a vedersi, ma è essenziale. Il primo finora ha fatto vedere il 40% delle sue qualità, ha grandissimo talento”.

Sulle squadre B: “Anche noi c’eravamo. La Juve ha fatto benissimo, è da più anni che fa scelte importanti come questa. Per giudicare bisogna vedere il contesto generale. In Italia abbiamo tre serie professionistiche e per me le squadre B sarebbero state un’innovazione positiva e salvifica per la Serie C e per la crescita dei giovani. Che aiuto danno al sistema calcio le squadre di Lega Pro? Chiedono giocatori in prestito alle squadre di Serie A e B e non costruiscono nulla, non danno alcun contributo. Le squadre storiche, legate al territorio, dovranno inventarsi il modo per trovare i talenti del territorio da lanciare e in questo modo produrranno qualcosa per tutto il movimento. Si doveva fare una battaglia per favorire le seconde squadre, magari cambiando le regole attuali. Ai tempi c’era da partire e bisognava farlo per poi correggere in corso d’opera le cose che non andavano. Le categorie inferiori devono essere un vivaio e bisogna superare il fatto che i giovani spesso giochino non per merito, ma solo per permettere alle società di incassare denari freschi e utili”.

Sul Milan in Champions: “Spero e credo di sì”.

Su Cristiano Ronaldo: “Era un’operazione che ci era venuta in mente e sottotraccia ne parlammo con Jorge Mendes. Sapevamo che poteva avere problemi al Real. Parlammo anche di ingaggio e facemmo tutto, ma poi la proprietà cinese bloccò tutto perché non era sostenibile. Con la proprietà di oggi CR7 sarebbe stato rossonero”.

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